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Modena, Comune e Caritas rinnovano l’accordo: 160mila euro in due anni per accoglienza e servizi educativi

Modena, rinnovato l’accordo Comune-Caritas: 160mila euro in due anni per accoglienza, inclusione e percorsi educativi alla Crocetta. Cosa cambia e a chi rivolgersi.

Ottantamila euro all’anno, per un totale di 160mila euro in due anni, destinati a sostenere accoglienza, percorsi di autonomia e attività educative a Modena. È il valore della nuova convenzione tra Comune, Arcidiocesi di Modena-Nonantola, Caritas diocesana e parrocchie cittadine, presentata mercoledì 21 ottobre 2026 all’Arcivescovado.

Come illustrato nella comunicazione ufficiale dell’Arcidiocesi, l’accordo consolida il lavoro del Centro di accoglienza Papa Francesco e dei presidi educativi attivi alla Crocetta. L’obiettivo dichiarato va oltre il sostegno immediato: accompagnare persone e famiglie che affrontano fragilità economiche, abitative e relazionali e prevenire situazioni di esclusione sociale.

Da 50mila a 80mila euro all’anno: cosa cambia

Il contributo comunale passa dai 50mila euro annui previsti dal precedente accordo, approvato nel 2023, agli attuali 80mila euro per ciascuno dei due anni. Mentre la precedente convenzione sosteneva principalmente il personale educativo del Centro Papa Francesco, la nuova intesa comprende anche le attività territoriali del Tavolo di Comunità per la Ricchezza Educativa e del Laboratorio Crocetta.

La presentazione di ottobre non coincide con il primo via libera amministrativo: lo schema è stato approvato dalla Giunta con la deliberazione 376/2026, pubblicata il 20 agosto. La convenzione ha durata di due anni dalla sottoscrizione, prevede una verifica alla fine di ciascun anno e potrà essere rinnovata per un ulteriore biennio.

Un chiarimento essenziale per i cittadini: i 160mila euro non sono un bonus da chiedere al Comune. Le risorse servono a coprire parte dei costi del personale educativo e delle attività concordate; il rimborso è legato alle spese effettivamente sostenute e rendicontate. Il finanziamento non implica automaticamente nuovi posti di accoglienza immediatamente disponibili.

Centro Papa Francesco: ospitalità temporanea e percorsi di autonomia

Uno dei pilastri dell’accordo è il Centro Papa Francesco, in via dei Servi 18, inaugurato nel 2018 e promosso dalla Caritas diocesana. La struttura unisce accoglienza temporanea, accompagnamento educativo e attività diurne rivolte anche alla cittadinanza, con l’intento di aiutare le persone a ricostruire una prospettiva abitativa e personale.

Secondo i dati relativi alle attività richiamati nella convenzione e riportati dalla stampa locale, nel 2025 il Centro ha ospitato 35 persone in forma residenziale. Le iniziative diurne coinvolgono mediamente circa 120 persone l’anno e i percorsi di lingua italiana raggiungono circa 200 partecipanti annui. Sono numeri sulle attività già svolte, non una previsione di beneficiari della nuova convenzione.

Il progetto “Relazioni filo a filo”, presentato nel maggio 2025, mostra una delle direzioni di questo lavoro: accoglienza rivolta a donne sole e nuclei monogenitoriali, affiancata da iniziative socioeducative e percorsi verso una maggiore autonomia. L’assistenza, in questo modello, è uno strumento di un accompagnamento più ampio.

Crocetta, scuola e quartiere: una rete di attività educative

L’altra componente finanziata riguarda il quartiere Crocetta, con il Tavolo di Comunità per la Ricchezza Educativa e il Laboratorio Crocetta. La rete collega servizi pubblici, associazioni, parrocchie, scuole e cittadini per costruire opportunità educative e occasioni di partecipazione, con particolare attenzione ai giovani e alle famiglie.

Il Tavolo riunisce circa 40 soggetti e promuove mediamente 40 iniziative all’anno. Il Laboratorio Crocetta coinvolge, secondo i dati diffusi sull’esperienza, circa 150 giovani all’anno attraverso percorsi educativi e di aggregazione. Le attività mirano anche a intercettare isolamento e difficoltà scolastiche prima che si traducano in forme più gravi di marginalità.

Durante la presentazione del 21 ottobre la vicesindaca Francesca Maletti, l’arcivescovo Erio Castellucci, la direttrice della Caritas suor Maria Bottura e don Alberto Zironi hanno evidenziato, con accenti diversi, il ruolo della collaborazione tra istituzioni e comunità locali. Le loro dichiarazioni convergono sull’esigenza di affiancare agli aiuti materiali relazioni stabili e percorsi di responsabilizzazione.

Il contesto: casa, spese familiari e accesso ai servizi

La collaborazione si colloca in una città dove le difficoltà economiche possono intrecciarsi con i problemi dell’abitare e con l’accesso alle opportunità educative. InfoModena ha già esaminato i rincari degli affitti a Modena e in provincia, un fattore che può pesare sui bilanci familiari e rendere più complessa la ricerca di una sistemazione stabile.

Altre iniziative intervengono su bisogni differenti, senza far parte di questa specifica convenzione: l’emporio sociale Portobello, che aiuta oltre 500 famiglie, e il progetto degli occhiali a prezzo agevolato per le persone seguite dai Servizi sociali. Sono esempi di quanto le risposte alle fragilità richiedano strumenti complementari: cibo, salute, alloggio, formazione e reti di prossimità.

Dove chiedere informazioni e cosa verificare nei prossimi anni

Chi si trova in difficoltà può rivolgersi al Centro di ascolto diocesano della Caritas, in via dei Servi 13 a Modena. I recapiti pubblicati dall’Arcidiocesi sono 059 212202 e centroascoltocaritas@modena.chiesacattolica.it. Indirizzi e informazioni sui servizi sono riportati nella pagina istituzionale delle attività Caritas. È prudente verificare modalità e orari di accesso prima di recarsi allo sportello.

L’accesso ai percorsi di accoglienza dipende dalle valutazioni individuali e dalle disponibilità dei servizi; la convenzione non istituisce una graduatoria per distribuire direttamente i fondi alle famiglie. Nei prossimi due anni sarà importante seguire le verifiche annuali previste, gli interventi effettivamente realizzati e la continuità dei percorsi educativi e di autonomia: sono questi i risultati sui quali misurare l’impatto delle risorse pubbliche.