Maltempo 2023 e 2024, contributi per i danni in nove comuni modenesi: chi può fare domanda

Nuove procedure per i contributi ai danni da maltempo in nove comuni modenesi: scadenze per cittadini e imprese, moduli e perizie.

Nuove procedure per chiedere i contributi sui danni provocati dal maltempo del 2023 e del 2024. In provincia di Modena sono nove i Comuni coinvolti nella seconda fase degli aiuti, disciplinata dal decreto del presidente della Regione Emilia-Romagna n. 121 del 21 ottobre 2026, pubblicato venerdì 23 ottobre sul Bollettino ufficiale. La scadenza per i privati è il 27 novembre 2026; per le attività economiche e produttive il termine è di 60 giorni dall’adozione del decreto.

Il provvedimento, consultabile sul Bollettino ufficiale della Regione, specifica destinatari, documenti richiesti e modalità di presentazione. L’apertura di questa fase non equivale a un pagamento immediato: l’assegnazione delle risorse dipenderà dal successivo riparto dei finanziamenti statali.

Quali sono i nove Comuni modenesi interessati

Il decreto riguarda due eventi meteorologici distinti. Per il maltempo dal 23 ottobre al 6 novembre 2023, nell’elenco figura Pievepelago. Per gli eventi dal 20 al 29 giugno 2024 sono indicati Campogalliano, Guiglia, Montese, Palagano, Pavullo nel Frignano, Polinago, Prignano sulla Secchia e Zocca.

Non si tratta quindi di un contributo indistinto per tutti i danni da maltempo registrati in provincia. Occorre verificare che il bene danneggiato e l’evento cui si riferisce la richiesta rientrino nelle procedure previste dalle relative ordinanze di Protezione civile.

Chi può chiedere i contributi e per quali danni

Le nuove disposizioni si inseriscono nel percorso delle prime misure di immediato sostegno, che prevedevano contributi fino a 5.000 euro per i privati e fino a 20.000 euro per le attività produttive. La seconda fase riguarda ulteriori misure economiche, anche per danni superiori ai massimali iniziali, nell’ambito dei fabbisogni già comunicati al Dipartimento nazionale della Protezione civile.

Per i privati sono contemplati, alle condizioni indicate dalla normativa, interventi sulle abitazioni principali e relative pertinenze, sulle parti comuni degli edifici residenziali, su abitazioni diverse da quella principale e su determinati immobili destinati agli enti del Terzo settore. Rientrano nelle possibilità disciplinate anche ricostruzione e delocalizzazione di immobili distrutti o danneggiati e dichiarati inagibili.

Per le imprese, la modulistica contempla interventi sugli immobili utilizzati per l’attività, sugli impianti e sui macchinari, sulle attrezzature e sulle scorte danneggiate. Sono previsti requisiti particolari per le imprese agricole: l’accesso è limitato ai danni ai beni destinati, alla data dell’evento, ad attività di agriturismo e fattoria didattica, secondo le condizioni del decreto e purché non coperti dagli specifici strumenti di sostegno agricolo.

Scadenze delle domande: 27 novembre per i privati

Il termine perentorio per i cittadini è fissato al 27 novembre 2026. Occorre usare il modulo B.3 per i privati e presentarlo all’amministrazione comunale competente, con gli allegati richiesti per la propria situazione.

Le attività economiche e produttive hanno invece 60 giorni dalla data di adozione del decreto, il 21 ottobre 2026, e devono utilizzare il modulo C.3 per le imprese. Poiché il calcolo del termine porta a una domenica, è prudente chiedere al Comune conferma della scadenza operativa e non attendere gli ultimi giorni.

Il provvedimento distingue fra chi, nella prima fase, aveva già indicato danni superiori a 5.000 o 20.000 euro e può integrare la documentazione nei casi previsti, e chi aveva effettuato soltanto la ricognizione e può ora presentare domanda. Viene menzionata anche la posizione di chi non aveva presentato precedenti istanze: in questi casi l’ammissibilità va verificata con particolare attenzione rispetto alle condizioni del decreto e alla modulistica. Non è una riapertura automatica per qualsiasi danno passato.

Quando serve la perizia asseverata

La perizia, a carico del richiedente, deve riferirsi all’intero danno, compresa la quota eventualmente oggetto del contributo della prima fase. Per i privati è obbligatoria nei casi previsti dal decreto quando l’importo richiesto, comprensivo dei premi assicurativi, supera 5.000 euro. Per le attività economiche e produttive che presentano domanda, è richiesta anche per danni inferiori a 20.000 euro.

A seconda del caso possono essere necessari fotografie, dati catastali, documentazione assicurativa, dichiarazioni e ulteriori allegati tecnici. La modulistica precisa inoltre che non si può presentare più di una domanda di contributo per lo stesso bene, anche se danneggiato da eventi calamitosi diversi. Prima di sostenere spese per una perizia o inoltrare la pratica, conviene verificare con gli uffici comunali l’elenco degli allegati applicabili.

Quando arriveranno i contributi

Il decreto non stabilisce una data per l’erogazione degli ulteriori contributi. Gli enti locali dovranno prima istruire le domande e trasmettere gli esiti alla Regione; l’assegnazione effettiva delle somme è subordinata al trasferimento dei fondi statali. Anche i termini per eseguire gli interventi e presentare la relativa documentazione saranno stabiliti con successivi provvedimenti. La procedura si basa sulle regole nazionali dell’ordinanza di Protezione civile n. 1219 del 18 settembre 2026.

Questi contributi a privati e imprese sono distinti dai lavori pubblici di ricostruzione, di cui InfoModena ha raccontato i 32 interventi post-alluvione nell’Appennino modenese. Su un altro fronte, il giornale ha seguito anche i lavori di consolidamento contro il dissesto idrogeologico sulla SP28 a Palagano. Si tratta di iniziative differenti dalle domande qui descritte.

Per i residenti e gli operatori economici dei nove Comuni indicati, la priorità è dunque controllare il decreto, identificare il modulo corretto e rispettare la scadenza, senza confondere la presentazione della domanda con la certezza di ricevere subito il finanziamento.