Il Centro antiviolenza dell’Unione del Sorbara è stato inaugurato sabato 24 ottobre 2026 con una cerimonia itinerante tra Bomporto, Nonantola e Castelfranco Emilia. La sede principale, situata a Castelfranco nel Parco Cà Ranuzza, è stata intitolata alla scrittrice Michela Murgia. Il servizio, però, non nasce con l’inaugurazione: è già operativo dal 1° luglio e mette a disposizione delle donne del territorio tre punti di ascolto, con giorni e orari differenti.
La struttura è gestita dall’Associazione Casa delle Donne contro la violenza ODV e si rivolge alle donne dei sei comuni dell’Unione. L’aspetto più importante per le cittadine è la possibilità di chiedere ascolto e orientamento anche senza appuntamento, durante gli orari di apertura.
Un servizio per sei comuni, non soltanto per Castelfranco Emilia
Il nuovo Centro antiviolenza è organizzato come un servizio diffuso. Alla sede principale di Castelfranco Emilia si affiancano due sportelli decentrati: uno a Sorbara di Bomporto, presso la Casa della Legalità, e uno a Nonantola, negli ex spazi Mago Merlino.
La rete è destinata alle donne che si trovano nei territori di Bastiglia, Bomporto, Castelfranco Emilia, Nonantola, Ravarino e San Cesario sul Panaro. La presenza di più sedi permette di offrire punti di riferimento in zone diverse dell’Unione, evitando che il primo accesso al servizio debba necessariamente avvenire a Castelfranco.
Come precisato dal Centro per le Famiglie dell’Unione del Sorbara, l’apertura ufficiale risale al 1° luglio 2026. La giornata del 24 ottobre ha segnato invece l’inaugurazione pubblica della rete e l’intitolazione della sede principale a Michela Murgia, documentate anche dalla cronaca locale.
La cerimonia è cominciata alle 9.30 a Sorbara di Bomporto, è proseguita alle 10.30 a Nonantola e si è conclusa alle 11.30 a Castelfranco Emilia. Qui il programma prevedeva anche la proiezione del cortometraggio Le carte raccontano: 35 anni contro la violenza, di Valentina Arena.
Chi può rivolgersi al Centro antiviolenza
Il servizio accoglie donne maggiorenni, italiane e straniere, con o senza figli, che siano residenti, domiciliate oppure temporaneamente presenti nel territorio dell’Unione del Sorbara. Non è quindi indispensabile avere la residenza anagrafica in uno dei sei comuni per chiedere informazioni o un primo colloquio.
L’attività non riguarda soltanto le situazioni di violenza fisica. Il Centro offre ascolto e orientamento anche in presenza di violenza psicologica, sessuale o economica, stalking, matrimoni forzati e forme di abuso e controllo esercitate attraverso strumenti digitali o social network.
Le donne possono ricevere informazioni sui possibili percorsi di uscita dalla violenza, sul sistema di tutela legale e sui servizi territoriali disponibili. L’obiettivo dichiarato è offrire uno spazio protetto e non giudicante, nel quale valutare le proprie possibilità senza dover affrontare da sole la situazione.
Il Centro può costituire un punto di riferimento anche per chi desidera segnalare una situazione di violenza che riguarda un’altra donna.
Dove si trovano gli sportelli e quali sono gli orari
Gli orari comunicati dal Comune di Castelfranco Emilia il 21 ottobre 2026 sono i seguenti.
Castelfranco Emilia – Sede principale. Si trova al Parco Cà Ranuzza, in via Pietro Nenni 7. È aperta il lunedì dalle 9 alle 13, il mercoledì dalle 14 alle 18 e il giovedì dalle 9 alle 13. Apre inoltre il secondo, quarto e, quando presente, quinto venerdì del mese dalle 14 alle 18.
Bomporto – Sportello di Sorbara. Si trova presso la Casa della Legalità, in Piazzetta dei Tigli 9, nella frazione di Sorbara. Riceve il primo e il terzo venerdì del mese, dalle 14 alle 18.
Nonantola – Sportello di ascolto. Ha sede negli ex spazi Mago Merlino, in via Alessandro Volta 5. È aperto il martedì dalle 9 alle 13.
La distribuzione dei turni del venerdì è un dettaglio importante: nei primi e terzi venerdì il punto di riferimento è Sorbara, mentre negli altri venerdì indicati dal calendario il servizio viene assicurato a Castelfranco Emilia.
Prima di recarsi in una sede, soprattutto nei giorni festivi o in prossimità di variazioni del calendario, è consigliabile verificare telefonicamente l’effettiva apertura.
Come chiedere aiuto, anche senza appuntamento
Per un primo incontro è possibile presentarsi direttamente durante gli orari di apertura oppure telefonare per concordare un appuntamento.
Il Centro antiviolenza dell’Unione del Sorbara risponde al numero 371 536 1136. È disponibile anche l’indirizzo email sportellounionesorbara@donnecontroviolenza.it.
Per le donne che incontrano difficoltà concrete negli spostamenti, il servizio può organizzare colloqui anche a distanza, per telefono oppure online. Si tratta di una possibilità significativa per chi non dispone di un mezzo di trasporto, ha problemi di mobilità o incontra altri ostacoli nel raggiungere gli sportelli.
Accanto alla rete di ascolto, è stata attivata anche una casa rifugio a indirizzo segreto, destinata alla protezione delle donne e dei loro figli in situazioni di rischio elevato. Per ragioni di sicurezza, l’ubicazione della struttura non viene resa pubblica.
Cosa fare quando gli sportelli sono chiusi
Al di fuori degli orari locali resta disponibile il 1522, numero nazionale antiviolenza e antistalking promosso dal Dipartimento per le Pari Opportunità. Il servizio è gratuito e attivo 24 ore su 24, con la possibilità di contattare le operatrici anche attraverso la chat sul sito 1522, come conferma la scheda ufficiale del Governo.
In caso di pericolo immediato, il numero da chiamare è invece il 112, dedicato alle emergenze.
L’apertura del Centro del Sorbara aggiunge così alla rete territoriale un riferimento stabile, con sedi, recapiti e modalità d’accesso già definiti. Per le donne che cercano un primo confronto, sapere dove rivolgersi e poterlo fare anche senza appuntamento è l’informazione più immediatamente utile.
