,

Gambro-Vantive di Medolla, accordo con Rockwell Medical: sciopero e incognite per 500 lavoratori

Ex Gambro-Vantive di Medolla: accordo di vendita a Rockwell Medical da 125 milioni di dollari. Sciopero dei lavoratori, garanzie ancora da chiarire.

Il futuro dell’ex Gambro di Medolla entra in una fase decisiva. Vantive ha raggiunto un accordo per cedere alla statunitense Rockwell Medical gran parte delle proprie attività nell’emodialisi, compreso lo stabilimento produttivo della Bassa Modenese. L’operazione ha un valore iniziale di 125 milioni di dollari, ma suscita forti preoccupazioni per la sua sostenibilità finanziaria e per il destino dei circa 500 lavoratori del sito.

Dopo l’annuncio del 3 novembre 2026, mercoledì 4 novembre i dipendenti hanno proclamato quattro ore di sciopero. Sindacati e istituzioni chiedono garanzie sulla continuità produttiva, sugli investimenti e sull’occupazione. La cessione, tuttavia, non è ancora perfezionata: il completamento è previsto per la metà del 2027, subordinatamente alle autorizzazioni necessarie.

Che cosa prevede l’accordo tra Vantive e Rockwell Medical

Secondo il comunicato ufficiale di Vantive del 3 novembre, Rockwell Medical acquisirà le attività relative ai concentrati per emodialisi, alle macchine utilizzate per il trattamento, ai sistemi di purificazione dell’acqua e ai prodotti di consumo e servizi tecnici collegati.

L’operazione comprende anche il trasferimento della proprietà dello stabilimento di Medolla, storicamente legato a Gambro Dasco. È invece escluso dalla vendita il portafoglio dei dializzatori Vantive, compreso Theranova.

La distinzione è significativa: non tutte le attività legate alle terapie renali passeranno necessariamente allo stesso acquirente. Resta quindi fondamentale comprendere come saranno organizzate, dopo la separazione, le produzioni e le competenze oggi presenti nel sito.

L’accordo, sottoscritto il 2 novembre e comunicato il giorno successivo, interessa attività distribuite in 35 giurisdizioni. Non rappresenta dunque soltanto una compravendita immobiliare o il cambio di proprietà di una singola fabbrica.

Un’operazione da 125 milioni di dollari: il nodo finanziario

Uno degli aspetti più delicati riguarda il finanziamento dell’acquisizione.

Come emerge dal documento Form 8-K depositato da Rockwell Medical alla Securities and Exchange Commission statunitense, il prezzo base è fissato in 125 milioni di dollari.

La struttura finanziaria prevista comprende due prestiti da 50 milioni di dollari ciascuno, concessi attraverso soggetti collegati a Vantive, e un ulteriore titolo di debito da 25 milioni convertibile in azioni Rockwell. Sono inoltre previsti eventuali pagamenti aggiuntivi fino a 45 milioni di dollari, legati al raggiungimento di specifici risultati economici.

In sostanza, nella struttura attualmente descritta, una parte determinante del prezzo di acquisto viene finanziata dal venditore stesso, fatta salva la possibilità di ricorrere a finanziamenti alternativi.

È su questo meccanismo che si concentrano le perplessità delle organizzazioni sindacali.

Lo sciopero a Medolla e i dubbi dei sindacati

Il 4 novembre, dopo un’assemblea, i lavoratori dell’ex Gambro hanno incrociato le braccia per quattro ore. La mobilitazione, documentata anche dalla TGR Emilia-Romagna, è arrivata all’indomani dell’annuncio dell’acquirente.

Femca Cisl, Filctem Cgil e Uiltec Uil contestano soprattutto l’assenza di un confronto preventivo sul piano industriale.

Nel loro comunicato congiunto del 3 novembre, le organizzazioni ricordano che Rockwell Medical ha registrato nel 2025 ricavi per 69,3 milioni di dollari e una perdita di 5,3 milioni. Numeri che, secondo i rappresentanti dei lavoratori, impongono verifiche approfondite sulla capacità della società di sostenere una struttura industriale complessa come quella di Medolla.

La preoccupazione non riguarda soltanto la disponibilità di risorse per acquistare lo stabilimento, ma soprattutto gli investimenti necessari per mantenerne competitività, sviluppo tecnologico e produzioni.

Al momento non è stato annunciato un piano di licenziamenti legato all’accordo. Le organizzazioni sindacali chiedono però impegni espliciti per evitare che le difficoltà finanziarie possano tradursi, in futuro, in un ridimensionamento delle attività.

Le condizioni sui lavoratori contenute nei documenti societari

Un elemento rilevante emerge dalla documentazione ufficiale presentata da Rockwell Medical negli Stati Uniti.

Nel Form 8-K depositato alla SEC viene indicato che l’acquirente si è impegnato a offrire un impiego o la prosecuzione del rapporto di lavoro ai dipendenti delle attività trasferite, secondo determinate condizioni minime previste dall’accordo.

È un passaggio concreto, ma non equivale automaticamente a una garanzia pubblica e permanente sul mantenimento di tutti gli attuali livelli occupazionali.

Restano infatti da chiarire i dettagli applicativi di questi impegni, la futura organizzazione del lavoro, gli investimenti previsti per Medolla e la continuità delle attività di ricerca e sviluppo.

Anche sotto questo profilo, la verifica del piano industriale sarà decisiva.

Regione e Comuni chiedono garanzie. Il ruolo del Ministero

La vertenza è già approdata al Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Il 29 ottobre si era svolto un incontro con rappresentanti aziendali, sindacati, istituzioni locali e Regioni Emilia-Romagna e Lombardia.

In quell’occasione, secondo il comunicato della Regione Emilia-Romagna, era stata ribadita la necessità di valutare preventivamente la solidità economica dell’offerta e la capacità dell’acquirente di rilanciare la produzione.

Dopo l’annuncio di Rockwell, il presidente regionale Michele de Pascale e l’assessore al Lavoro Giovanni Paglia hanno espresso ulteriori preoccupazioni sulla sostenibilità dell’operazione.

Il 5 novembre è intervenuta anche la sindaca di Mirandola, Letizia Budri, che ha chiesto un piano industriale dettagliato, investimenti verificabili e garanzie occupazionali, sottolineando il valore strategico dello stabilimento per l’intero distretto biomedicale, come riportato nella nota ufficiale del Comune di Mirandola.

Anche il sindaco di Medolla, Alberto Calciolari, ha posto al centro della vicenda la tutela dei lavoratori e la necessità di verificare la solidità del nuovo assetto.

La vendita dovrà inoltre superare diversi passaggi autorizzativi. Tra questi figura, secondo la documentazione SEC, la verifica italiana sugli investimenti esteri nell’ambito della disciplina golden power.

Perché la vertenza riguarda tutta la Bassa Modenese

Il destino dello stabilimento interessa direttamente circa 500 lavoratori, ma il suo significato industriale va oltre i confini comunali di Medolla.

L’ex Gambro fa parte di un territorio che ha costruito nel tempo competenze specialistiche nella produzione di dispositivi medici, nelle tecnologie per la dialisi e nella ricerca applicata alla salute.

Le trasformazioni industriali del settore sono già emerse in altri contesti locali, come nella nuova fase di Bellco a Mirandola, mentre il rapporto tra imprese, innovazione e competenze è stato al centro anche di Biomedical Valley 2026.

Sono vicende distinte, ma mostrano quanto il mantenimento delle capacità produttive e tecnologiche sia importante per il distretto.

Per la Gambro-Vantive, le prossime verifiche dovranno chiarire soprattutto tre aspetti: la sostenibilità finanziaria dell’acquisizione, il programma di investimenti nello stabilimento e gli impegni concreti per il personale.

L’accordo con Rockwell Medical ha individuato un acquirente, ma non ha ancora risolto la vertenza industriale. Il passaggio decisivo sarà verificare se la nuova proprietà potrà garantire a Medolla non soltanto continuità produttiva, ma anche prospettive di sviluppo nel lungo periodo.