Giornata del Prematuro: presentata la nuova apparecchiatura RETCAM donata dalla Ferrari S.p.A. alla Neonatologia

Giornata del Prematuro: presentata la nuova apparecchiatura RETCAM donata dalla Ferrari S.p.A. alla Neonatologia

 L’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena aderisce al World Prematurity Day – Giornata Mondiale della Prematurità, che mira a portare a conoscenza, sensibilizzare ed informare sulla prevenzione del parto pretermine, sulla nascita prematura e sul percorso di crescita dei bambini che alla nascita sono ricoverati in un reparto di cure intensive. Dopo due anni di festa “silenziosa” a causa della pandemia, l’Azienda ha deciso di organizzare un momento pubblico, aperto alle famiglie dei bambini prematuri, che si è svolto questa mattina nell’atrio della Neonatologia, al 7° piano del Policlinico di Modena. L’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena di dedicare la giornata a ringraziare pubblicamente la Ferrari S.p.A. per l’importante donazione che ha consentito l’acquisto di un’apparecchiatura RETCAM, un moderno sistema digitale grandangolare per la diagnostica precoce delle patologie oculari del neonato. Si tratta di un apparecchio che sostituisce quello in dotazione, ormai obsoleto, regalato sempre dalla Ferrari S.p.A. circa 14 anni orsono.

Desidero esprimere la mia gratitudine alla Ferrari S.p.A. per questo gesto di generosità che va a beneficio dei nostri neonati prematuri – ha ringraziato il Direttore Generale dell’AOU di Modena, dottor Claudio Vagnini – una donazione che si inserisce nel solco di una lunga e consolidata generosità della Ferrari S.p.A. nei confronti della Sanità modenese. Proprio qui di fronte all’ingresso della Neonatologia ci sono i Laboratori di Ricerca Materno infantile realizzati nel 2009 grazie a un importante contributo della Ferrari. Più di recente, nel 2019, è arrivata la donazione per la Risonanza Magnetica da 3 tesla installata a Baggiovara, oltre trent’anni dopo quella donata dall’Ing. Ferrari al Policlinico, inaugurata il 13 marzo del 1987. Una lunga storia di vicinanza, quindi, che ha contribuito a rafforzare la nostra sanità.”

VIDEO | Alla Neonatologia una nuova apparecchiatura RETCAM donata dalla Ferrari

“Quello della salute è uno dei temi fondamentali della storica collaborazione fra la Ferrari e il territorio locale – ha spiegato Michele Antoniazzi, Chief Human Resources Officer di Ferrari – A partire dal nostro fondatore che da Maranello, in memoria del figlio Dino, ha dato un forte contributo alla ricerca contro la distrofia muscolare, fino agli anni recenti che hanno visto l’azienda in prima linea per proteggere i propri lavoratori e i cittadini nel corso della pandemia. E proprio il periodo difficile che abbiamo alle spalle ci ha ricordato, se mai ce ne fosse bisogno, la riconoscenza che tutti noi dobbiamo ai medici e agli operatori sanitari. La donazione della nuova strumentazione al Policlinico di Modena ci ha offerto l’opportunità di dimostrarla concretamente, continuando a sostenere il lavoro di chi fa così tanto per migliorare la qualità di vita della nostra comunità”.  

La retinopatia del prematuro (ROP) o retinopatia del pretermine – spiega il prof. Alberto Berardi, Direttore della Neonatologia dell’AOU di Modena – è una malattia vascolare della retina che si manifesta in neonati prematuri e si presenta, in genere, in tutti e due gli occhi, anche se può avere gradi diversi. È provocata dalla formazione di nuovi vasi sanguigni nella periferia retinica conseguenti alla prematurità e al basso peso corporeo alla nascita. Si è visto che i nati con peso inferiore a 1250 grammi hanno un rischio elevato di sviluppare una forma medio-grave di retinopatia del prematuro. Se diagnosticata in tempo esistono importanti opzioni terapeutiche, tra cui un trattamento farmacologico intraoculare con inibitori della proliferazione vascolare o un trattamento laser. I trattamenti mirano a interrompere la neovasculogenesi patologica. Se, al contrario, la retinopatia viene diagnosticata tardi, la progressione della proliferazione vascolare può condurre al distacco di retina e infine ad una severa ipovisione. l’unica arma a nostra disposizione è una diagnostica e trattamento precoci della malattia.

La malattia presenta diversi stadi; purtroppo, negli stadi più avanzati si ha un recupero scarso, mentre per le forme iniziali è importantissimo che il controllo sia frequente e venga eseguito da oculisti specializzati. Questo perché anche impercettibili alterazioni della periferia retinica possono evolvere nel giro di pochi giorni in quadri più gravi. Proprio nella diagnosi precoce entra in gioco la RETCAM.

Dal 2008 ad oggi più di 1000 nati pretermine sono stati sottoposti a screening per la retinopatia della prematurità tramite RET CAM II. Ogni neonato è stato esaminato dall’oculista a intervalli regolari (da 3 a 10 valutazioni durante la degenza), indirizzato al trattamento in caso di comparsa di retinopatia o sottoposto a follow up oculare fino all’ottenimento della completa vascolarizzazione retinica in caso di assenza di malattia. Dall’anno 2009 a tutt’oggi ci si è avvalsi di confronti via telemedicina con i centri di riferimento oculistici per il trattamento laser (Verona, Milano e, più recentemente, Reggio Emilia) e per la vitrectomia precoce (Verona, Bologna e Torino e più recentemente Udine).

Con l’utilizzo di tale strumento – spiega la dottoressa Laura Chiesi, referente per l’Oculistica del percorso diagnostico-terapeutico della retinopatia del pretermine – è possibile visualizzare con estrema precisione la retina nella sua quasi totalità. Ciò permette non soltanto una diagnosi precoce di grande accuratezza, ma anche il monitoraggio dei risultati dell’eventuale terapia chirurgica. Oltre alla patologia retinica del prematuro (per la cui diagnosi e follow-up la RETCAM è oggi strumento indispensabile) con tale strumento è possibile diagnosticare e seguire tutte le patologie malformative (colobomi), ereditarie (vitreoretinopatie) e tumorali (retinoblastoma) dell’occhio. L’esame eseguito con tale strumento non è invasivo ed è attuabile in anestesia locale (con la sola instillazione di un collirio): una sonda viene poggiata sulla cornea del piccolo paziente e le immagini possono essere esaminate immediatamente su di uno schermo ad alta risoluzione oppure rielaborate in seguito”.

La RET CAM permette di archiviare o stampare immagini e video che possono essere utilizzati anche a scopo didattico o condivisi per un consulto tramite l’integrazione del sistema con i sistemi informativi ospedalieri e gli archivi di immagini diagnostiche, senza rendere necessario il trasferimento del piccolo paziente ma facendo viaggiare le informazioni, applicando in questo modo un modello di telemedicina. Rispetto al modello precedente, la sonda fotografica è maggiormente maneggevole perché più piccola e leggera, riducendo così anche l’eventuale disconfort del bambino in corso d’esame. È inoltre dotata anche del modulo fluorangiografico, di cui non era dotata la versione precedente, che consente di eseguire anche uno studio approfondito della circolazione arteriosa e venosa retinica, consentendo di programmare un trattamento il più personalizzato possibile.

I Numeri della Neonatologia dell’AOU di Modena

La Neonatologia del Policlinico, ogni anno circa 450 neonati ad alto rischio. Nel 2021 i neonati di peso inferiore a un chilo e mezzo (VLBW, che sta per Very Low Birth Weight, neonati di peso molto basso), ricoverati all’interno della Terapia Intensiva Neonatale, sono stati 55 mentre quelli che alla nascita pesavano meno di un chilogrammo (ELBW, che sta per Extremely Low Birth Weight, cioè nati con peso estremamente basso) sono stati 16. Per i bambini di peso inferiore ai 1500 grammi (VLBW) la percentuale di sopravvivenza è passata dal 62,5% nel 1991 al 90% nel 2021. Anche per i casi più complessi la speranza di vita a Modena ha segnato progressi davvero significativi.

La Struttura Complessa di Neonatologia è il primo centro regionale per numero di neonati prematuri VLBW trattati e centro di importanza internazionale dal punto di vista della ricerca, della didattica e dell’assistenza, grazie anche alla certificazione del 2013 come primo centro NIDCAP d’Italia, il quarto a livello europeo, per l’utilizzo di un innovativo metodo di cura del neonato, che focalizza l’attenzione sul coinvolgimento della famiglia, la personalizzazione del trattamento, la lotta al dolore e allo stress del prematuro.

Il reparto di Neonatologia gode del sostegno dell’Associazione di genitori, Pollicino Associazione Onlus per il progresso della Neonatologia a Modena che dalla sua nascita ha sempre appoggiato i progetti di formazione del personale e di ricerca.

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