Popolazione della provincia di Modena nel 2045: 14mila residenti in più, ma meno giovani

Le proiezioni demografiche della Provincia di Modena al 2045 indicano 14.451 residenti in più, ma meno giovani e molti più anziani. I dati dei sette distretti e le conseguenze per scuole e servizi.

La provincia di Modena potrebbe raggiungere 725.953 abitanti all’inizio del 2045, circa 14.500 in più rispetto al 2026. Dietro questa crescita, però, si prospetta una trasformazione profonda: gli anziani aumenterebbero di oltre 40mila unità, mentre diminuirebbero i giovani e la popolazione in età lavorativa. E il cambiamento non sarà uniforme: il distretto di Mirandola è quello con la crescita più marcata, mentre quelli di Modena e Sassuolo potrebbero perdere residenti.

È il quadro delineato dall’Osservatorio demografico della Provincia di Modena nel rapporto Scenari demografici predittivi 1.1.2027-1.1.2045, diffuso il 23 ottobre 2026. Lo studio applica al territorio modenese il modello previsivo della Regione Emilia-Romagna, elaborato su dati Istat. I risultati offrono indicazioni per programmare scuole, servizi sociosanitari e politiche territoriali, ma descrivono scenari, non certezze.

Popolazione di Modena nel 2045: tre scenari diversi

Secondo i dati provvisori, i residenti in provincia erano 711.502 al 1° gennaio 2026. Nello scenario di riferimento diventerebbero 722.037 nel 2036 e 725.953 nel 2045: un aumento complessivo del 2%, pari a 14.451 persone.

La previsione dipende in misura decisiva dai trasferimenti di popolazione. In uno scenario caratterizzato da una maggiore immigrazione, i residenti salirebbero a 742.275. Senza alcun movimento migratorio, né in entrata né in uscita, scenderebbero invece a 620.105, con una perdita di 91.397 abitanti rispetto al 2026.

Quest’ultima è una simulazione teorica, non una previsione ritenuta realistica: serve a misurare quanto i flussi migratori incidano sull’equilibrio demografico della provincia. I dati completi sono disponibili nel rapporto dell’Osservatorio demografico della Provincia di Modena.

Mirandola in crescita, Modena e Sassuolo in controtendenza

La media provinciale nasconde differenze notevoli tra i sette distretti sanitari, i cui territori coincidono con gli ambiti provinciali per la programmazione scolastica.

Distretto Residenti 2026 Previsti 2045 Variazione
Mirandola 87.083 94.575 +8,6%
Castelfranco Emilia 77.517 81.803 +5,5%
Vignola 92.840 97.830 +5,4%
Pavullo nel Frignano 41.934 44.194 +5,4%
Carpi 108.430 110.367 +1,8%
Modena 184.361 180.475 -2,1%
Sassuolo 119.337 116.709 -2,2%
Fonte: Provincia di Modena, scenario demografico di riferimento. I dati riguardano gli interi distretti, non i singoli comuni da cui prendono il nome.

Il distretto di Mirandola registrerebbe l’incremento più consistente: 7.492 persone in più, pari all’8,6%. Aumenti sono previsti anche per Castelfranco Emilia, Vignola e Pavullo nel Frignano. Il distretto del capoluogo perderebbe invece 3.886 residenti (-2,1%) e quello di Sassuolo 2.628 (-2,2%).

Questa distribuzione è rilevante per le amministrazioni: fabbisogno abitativo, mobilità e servizi potrebbero evolvere in modo molto diverso anche fra territori vicini. I dettagli distrettuali sono riportati anche nel comunicato della Provincia dedicato alle nascite e alle fasce scolastiche.

Scuole: previsti oltre 6mila adolescenti in meno

Uno degli aspetti più concreti dello studio riguarda l’età scolastica. I bambini tra 0 e 2 anni, potenziali utenti dei nidi, potrebbero passare da 14.457 a 15.433 tra il 2026 e il 2045. La fascia dai 3 ai 5 anni resterebbe sostanzialmente stabile a fine periodo, dopo un calo iniziale.

Le prospettive cambiano per gli alunni più grandi. I residenti tra 6 e 10 anni diminuirebbero da 29.146 a 27.364, mentre la fascia tra 14 e 18 anni scenderebbe da 35.850 a 29.834 persone, una contrazione di 6.016 unità, pari a circa il 16,8%.

Attenzione, però: questi valori indicano i residenti delle rispettive classi di età, non gli iscritti effettivi alle scuole. Sono informazioni utili per valutare nel tempo l’organizzazione delle classi, degli edifici e dei trasporti, ma non consentono da sole di prevedere chiusure o accorpamenti di istituti.

Oltre 40mila anziani in più, meno residenti in età lavorativa

La trasformazione più marcata riguarda gli over 65, che passerebbero da 172.244 a 212.880 abitanti. La loro quota sul totale salirebbe dal 24,2% al 29,3%. L’indice di vecchiaia, che confronta gli anziani con i residenti da 0 a 14 anni, crescerebbe da circa 200 a 261 anziani ogni 100 giovani.

Parallelamente la fascia tra 15 e 64 anni, definita potenzialmente in età attiva, diminuirebbe da 453.335 a 431.366 residenti, quasi 22mila in meno. Anche i bambini e ragazzi fino a 14 anni calerebbero, da 85.923 a 81.707: nel 2045 rappresenterebbero circa l’11,3% della popolazione.

Per il Modenese questi numeri sollevano questioni di programmazione: servizi sanitari, assistenza domiciliare, mobilità accessibile e disponibilità di lavoratori. Non sono però conseguenze già misurate dal rapporto, bensì esigenze da valutare alla luce delle proiezioni.

Migrazioni, abitazioni e servizi: come interpretare i risultati

I flussi migratori considerati dal modello non coincidono con la sola popolazione straniera: comprendono anche i trasferimenti tra territori italiani. Per capire il contesto locale possono essere utili i precedenti approfondimenti di InfoModena sui residenti stranieri in provincia e sulla pressione del mercato abitativo modenese, senza dedurre da questi dati effetti automatici sui prezzi delle case.

Le proiezioni si fondano sulla prosecuzione di determinate ipotesi di natalità, mortalità e migrazioni: quanto più lontano è l’orizzonte temporale, tanto maggiore è l’incertezza. Lo ricorda anche la Regione Emilia-Romagna nella presentazione delle proiezioni al 2045.

Il messaggio centrale è quindi nella composizione futura della popolazione più che nel suo totale: anche con qualche migliaio di residenti in più, la provincia di Modena potrebbe avere meno giovani, molti più anziani e distretti con andamenti divergenti. È un cambiamento da considerare oggi nella pianificazione dei servizi dei prossimi anni.