Porta la droga al marito recluso in carcere, denunciata

Porta la droga al marito recluso in carcere, denunciata

Una donna, moglie di un detenuto del carcere di Sant’Anna è stata denunciata nei giorni scorsi per aver introdotto della droga nel penitenziario. La donna era entrata in carcere per un regolare colloquio con il marito, portando con sè un pacco per lui.  

Tuttavia, il poliziotto addetto ai controlli ha notato qualcosa di strano. Nella cucitura di una tuta, messa dentro un pacco, erano stati nascosti 3,5 g di hashish, evidentemente per uso “ricreativo” da parte dell’uomo.

La signora è stata quindi fermata e denunciata all’autorità giudiziaria competente, dopo aver contattato il magistrato di turno. 

“Ai colleghi va il nostro plauso – affermano Giovanni Battista Durante, segretario generale aggiunto del SAPPE e Francesco Campobasso, segretario nazionale – ma così non si può più continuare. È dal 1995 che è prevista l’istituzione delle unità cinofile, ma ad oggi sono pochissime le regioni che ne sono dotate. In Emilia Romagna sono anni che è stato individuato il luogo dove costituirle, Parma, ma nulla fa l’amministrazione, ritenendo, forse, che non siano utili. Purtroppo i fatti ci dicono che è sempre più frequente il tentativo di introdurre sostanze stupefacenti in carcere, perché tanti sono i tossicodipendenti: oltre il 25%  della popolazione detenuta”.

I sindacalisti aggiungono: “Ricordiamo che in Emilia Romagna, a Rimini per l’esattezza, esiste una struttura all’interno del carcere con soli 16 posti, dove i detenuti  che accettano il programma vengono successivamente avviati verso la comunità esterna e quasi la totalità non fa più rientro in carcere. Sarebbe opportuno replicare tale struttura in altre realtà, soprattutto aumentando i posti disponibili. Repressione del fenomeno dello spaccio e recupero dei tossicodipendenti sono un binomio assolutamente inscindibile”. 

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